Fondazione Oncologica Valdostana

Fondazione della Regione Autonoma Valle d’Aosta per la Ricerca sul Cancro

Storie di persone che hanno affrontato la malattia

Le storie riportate fanno parte di una pubblicazione VIVERE E BATTERSI PER SE E GLI ALTRI, RACCONTI DI VITA E DI SPERANZA NELLA LOTTA CONTRO LA MALATTIA  pubblicato dall’associazione Barbara e Co.

Vita Rara – Elena

“Avevo tredici anni quando la prima malattia ha fatto la sua comparsa nella mia vita, quindici quando ho scoperto la seconda e da allora le patologie si sono susseguite una dopo l’altra, inesorabili ed implacabili.” “Nei primi lunghissimi anni di malattia mi sono ritrovata a dover essere operata alla testa otto volte, una delle quali ha causato un arresto cardiaco e un’altra ha compromesso la mia memoria a breve termine. La malattia fa parte di me.

”Anni di malattia, tuttavia, non mi hanno impedito di rimanere sgomenta di fronte all’ennesima patologia, la più scioccante e spaventosa di tutte. La settimana prima di compiere venticinque anni ho infatti scoperto di avere il cancro… Avere il cancro a 25 anni è sconcertante. Vorresti spaccare il mondo, ma la malattia ti schiaccia a terra e non ti permette di rialzarti, martoriando il tuo giovane corpo ed impedendoti di fare anche le azioni più banali, come piegare i vestiti, prepararti da mangiare o camminare.

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Avere il cancro a 12 anni – Stefano

La mia storia non è mai stata molto interessante, ma partirei dall’inizio. Sono nato il 3 agosto 2001, da quel giorno in poi la mia vita, dal mio punto di vista, era piuttosto comune o almeno così pensavo. Un ragazzo testone che studia e procede con la sua storia, passando cinque anni di elementari, che non dimenticherò mai, tranquilli senza alcun intoppo.

Finite le elementari a Saint-Pierre, il paese meraviglia che adoro, in cui vivo, sono passato alle medie. Il periodo delle medie è stato al contrario abbastanza particolare. Ho frequentato le scuole medie a Villeneuve a circa 2 km da casa. Era un bell’ambiente.

Premetto che facendo il passaggio da una scuola in cui gli insegnanti sono quasi come amici, a una in cui devi avere dei rapporti più formali, non è stato facile, ma credo che ogni ragazzo o ragazza che fa questo passaggio possa confermare la mia versione.

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Prendetevi le cose che vengono, esiste un’armonia nascosta – Stefania

Aperto come un giovane fiore sei in balia del vento, vivi vibrando in sintonia ad ogni carezza e ti senti morire un poco di più ad ogni disagio, ogni minuto che passa. Ed è così che ti trovi stravolto nei tuoi valori, sovvertiti da un nuovo ordine, che all’inizio ti sembra incomprensibile.

Mentre contempli il miracolo che sta avvenendo e arranchi per spiegarlo, capisci che gli altri non hanno lo spirito per fare domande, gli stessi che un giorno vorranno sapere. Così vorrei lasciare e trasmettere i miei pensieri, quelli che alcuni saranno avidi di conoscere quando non ci sarò più.

Da vivo fai tenerezza e magari fai sorridere, ma non lo sei nella morte che ti regala questa aurea di importanza. Intorno a me tanto amore e disperazione, spesso muta, per rispetto della mia condizione. Uccellini feriti e spaventati nella gabbia del mio male, mi trovo a prendermi cura di loro.

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I sono Mimma

Mi chiamo MIMMA, ho 38 anni e mi porto dietro questo compagno di viaggio scomodo da tre, con le sue sorelline al polmone. È un argomento scomodo, di quelli che eviti se non sei malato, invece no, sarebbe meglio che la gente si facesse un’idea di cos’è quello che io chiamo il “pacchetto cancro” in ogni caso. Perché, se mai dovessi trovarti di fronte a una diagnosi di tumore, bisogna sapere che la prima cosa che perdi è la lucidità.

E mentre sei lì in stato comatoso, senza ricordarti neanche come ti chiami, devi prendere le decisioni più importanti della tua vita. Il cancro poi non si presenta mai da solo, ma full optional. Cosa vuol dire? Questo.

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Un’esperienza negativa finita bene.

Un giorno ho sentito il Santo Padre raccomandare a tutti di non andare mai a dormire senza prima aver fatto la pace dopo un litigio tra marito e moglie.
Una frase che mi è entrata subito nel cuore e infatti cerco sempre di fare così con Emilio. Vi racconto questa. Una sera, mio marito mi sembrava un po’ strano, era nervoso, mi guardava insistentemente chiedendomi alla fine se era normale che quel suo neo, lì in quel punto della sua pancia, gli prudesse.

Ovviamente, il controllo dei nei lo facciamo ogni anno per prevenzione, tranne il 2021, causa pandemia.

Quel che racconto è successo l’anno dopo, nel 2022. Sia io che Emilio abbiamo tanti nei, ma ad ogni controllo i referti erano sempre risultati negativi. Quel suo strano prurito quella sera non mi piacque per niente. Ovviamente non gli dissi nulla per non aggravare il suo stato emotivo; a quel punto avrei solo aggiunto la mia alla preoccupazione sua.

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