Fondazione Oncologica Valdostana

Fondazione della Regione Autonoma Valle d’Aosta per la Ricerca sul Cancro

Pensione di inabilità e assegno di invalidità civile

Le percentuali di invalidità civile per la patologia oncologica, definite secondo le tabelle ministeriali di valutazione del 5 febbraio 1992, rappresentano un parametro cruciale per determinare i diritti e le agevolazioni a cui i pazienti affetti da cancro possono accedere.

In base a queste tabelle, l’invalidità civile può essere valutata come segue:

  • 11%: indicativa di una prognosi favorevole con una modesta compromissione funzionale;
  • 70%: denota una prognosi favorevole, ma con una grave compromissione funzionale;
  • 100%: associata a una prognosi infausta o probabilmente sfavorevole, nonostante l’asportazione del tumore.

Per ottenere il riconoscimento dello stato di invalidità e di handicap, i pazienti devono presentare una domanda all’INPS esclusivamente tramite modalità telematica. La procedura si svolge in due fasi interconnesse:

Nella prima fase, il medico curante, che può essere il medico di medicina generale o l’oncologo, invia all’INPS via telematica il certificato medico digitale che attesta la patologia oncologica, le terapie in corso e lo stato di salute del paziente. Una copia del certificato viene consegnata al paziente insieme alla ricevuta di trasmissione, contenente il numero di certificato da indicare nella domanda telematica successiva.
Nella seconda fase, il paziente compila e invia la domanda di riconoscimento dell’invalidità civile e dell’handicap entro 90 giorni dall’invio del certificato medico digitale. È importante segnalare che, secondo la legge 80/2006, la procedura per le patologie oncologiche è accelerata: la persona malata deve indicare nella domanda telematica di essere affetta da patologia oncologica, e la Commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile della ASL deve convocare il richiedente entro quindici giorni dalla presentazione della domanda. L’accertamento dell’invalidità ha effetto immediato, a meno che la Commissione medica di verifica dell’INPS ritenga necessario sospendere gli effetti per ulteriori accertamenti.

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